I luoghi del Risorgimento: la Verona austriaca

Roccaforte dell’Impero austriaco dal 1815, Verona ed il suo territorio furono teatro di alcune delle battaglie più cruente e decisive del Risorgimento italiano. Infatti la città era il deposito principale del Quadrilatero, un complesso sistema di fortificazioni atto ad ostacolare i movimenti nemici sul fronte padano. A pochi chilometri da Vigasio puoi quindi raggiungere i luoghi delle battaglie che hanno segnato la nascita del nostro Paese, e ammirare in prima persona i segni del dominio asburgico nel veronese.

Verona sotto il dominio austriaco

La provincia di Verona viene annessa al Regno Lombardo-Veneto come conseguenza del Congresso di Vienna del 1815, restando poi sotto questa bandiera per poco più di 50 anni.

Durante questo periodo il comando del regno era affidato al fedelmaresciallo Radetzky, che intuì subito il valore strategico della città. A lui si deve l’imponente sistema di forti e bastioni a difesa di Verona, che si dispiega anche sulle colline che circondano la città, le quali hanno preso infatti il nome di “Torricelle”.

Ci sono molti itinerari per visitare le fortificazioni sulle Torricelle, permettendo anche di fermarsi per uno spuntino o un aperitivo con una splendida vista sulla città. Se invece preferite rimanere in centro, attraversando il ponte di Castelvecchio si raggiunge facilmente l’arsenale, che fungeva da deposito militare.

In alternativa, parcheggiando a San Zeno si può raggiungere ed attraversare il Parco delle mura, ciò che rimane della linea difensiva che proteggeva il versante sud della città. Inoltre la circonvallazione interna alle mura è stata recentemente dotata di una pista ciclabile che permette di percorrere tutta la cinta muraria.

Un vertice del Quadrilatero

Come già menzionato in precedenza, Verona era uno dei vertici del Quadrilatero, assieme a Peschiera del Garda, Legnago e Mantova. La principale funzione di questa difesa era quella di fare da “cuscinetto” in caso di attacchi da parte del Regno di Sardegna.

Questo ruolo di spicco portò non solo alla fortificazione delle quattro città appena menzionate, ma anche all’ottimizzazione di vie ferroviarie e altre infrastrutture, con il fine di creare una zona sicura per l’esercito austriaco vicino alle linee nemiche.

Ricoprivano un ruolo chiave le vie d’acqua del Quadrilatero, il Mincio e l’Adige, in quanto permettevano il trasporto di merci e persone mentre costituivano anche una difesa naturale. Oggi nella cornice del Parco del Mincio e del Parco dell’Adige, sono innumerevoli gli itinerari naturalistici percorribili a piedi o in bicicletta.

Le colline delle battaglie

A causa della posizione di confine del Regno Lombardo-Veneto e dell’importanza strategica del Quadrilatero, le colline moreniche a sud del lago di Garda fecero da sfondo a molti scontri tra le truppe austriache e quelle franco-piemontesi e poi italiane.

Località come Pastrengo, Santa Lucia, Goito, San Martino e Solferino sono state snodi fondamentali nei tre conflitti, passando spesso dal controllo di un esercito all’altro.

In particolar modo Custoza, paese poco distante da Valeggio sul Mincio, fu triste testimone di due pesanti sconfitte: una dell’esercito Piemontese nel 1848, l’altra dell’esercito italiano nel 1866, durante le battaglie per le terre irredente.

In onore dei caduti nel 1879 venne inaugurato l’Ossario di Custoza, che con i suoi 40 metri di altezza domina il paesaggio circostante. Al suo interno sono conservati i resti dei caduti nelle due guerre d’indipendenza, di entrambi gli schieramenti.

E, dopo la visita all’Ossario, si possono apprezzare i prodotti della florida viticoltura di questo paesino, premiata dai marchi D.O.C. e D.O.C.G. .

Infine, per chi volesse scoprire altri particolari o per ammirare i cimeli di questo affascinante periodo storico, a Villafranca si trova il Museo del Risorgimento. Inaugurato alla fine degli anni cinquanta, il museo raccoglie stampe, armi e persino pezzi d’artiglieria appartenuti ad entrambi gli schieramenti.

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