Montemezzi Experience – In Vespa sulle colline veronesi

Anno nuovo, obiettivi nuovi! Per ricominciare insieme, quest’anno abbiamo definito 3 buoni propositi che il nostro hotel ha intenzione di perseguire nel 2021. Il primo riguardava la sicurezza, diventata ormai di vitale importanza per chi viaggia. Per questo, gli ospiti della nostra struttura possono contare su innovazioni come il self check-in o il chatbot per le comunicazioni camera-reception, per un soggiorno Covid-free.

Nonostante la crisi del settore alberghiero, siamo convinti che l’unica maniera sia continuare a viaggiare, per scoprire cose nuove e far girare l’economia. Con l’idea di aiutarti a partire per la tua prossima vacanza, il nostro secondo proposito riguarda proprio il risparmio. Infatti, per chi prenota ora sono attive offerte mai viste prima, tramite i nuovi buoni viaggio. Se vuoi saperne di più, puoi leggere l’articolo a riguardo.

Ma forse sono le esperienze, a rendere un viaggio davvero indimenticabile. Tuttavia, tra musei chiusi e pericolo di assembramenti, scoprire a fondo una città può risultare difficile. Proprio per questo il nostro terzo proposito per l’anno nuovo si preoccupa di rendere accessibili esperienze alternative a Verona, nel pieno rispetto delle norme di sicurezza.

1.Verona dall’alto

La Montemezzi experience che andremo ad approfondire in questo articolo consiste in un fantastico tour guidato della città, partendo dalle strette vie del centro storico per poi godere della vista offerta dalle colline circostanti. I rilievi che limitano a nord il centro di Verona, anche noti come “torricelle”, in aggiunta al panorama sulla città, hanno molto da raccontare.

torricelle Archives - Daily Verona Network

Infatti, il nomignolo “torricelle” viene dal fatto che su queste colline sono presenti molte torri e fortificazioni risalenti all’epoca del Risorgimento. Questi monumenti, riconoscibili facilmente anche dalle strade che attraversano questa zona, portano indietro le lancette dell’orologio, ad un’epoca in cui Verona era una vera città – fortezza.

In più, dopo il traffico e il rumore del centro cittadino, una volta saliti sulle torricelle sembra di essere in un altro mondo. L’aria fresca ed il verde degli alberi crea un’atmosfera di pace e tranquillità, in un’oasi naturale a pochi minuti dal centro.

Motocicletta Arancione Sulla Strada Di Cemento Grigio

2. In sella a una Vespa!

Ma il vero pezzo forte di questo tour guidato è il mezzo di trasporto! Infatti, chi prenoterà questa esperienza potrà guidare una Vespa Vintage completamente originale, o anche partecipare al tour come passeggero. Non c’è da preoccuparsi per nulla: l’osservanza delle normative è garantita in ogni momento, e verranno forniti anche caschi e copie del percorso.

In più questa visita alternativa prevede la presenza di una guida esperta, per scoprire ogni piccolo segreto di Verona e delle sue alture. Il tempo di viaggio previsto è di 2 ore, e questo tour è prenotabile soltanto da piccoli gruppi, il che la rende un’esperienza intima e indimenticabile per riscoprire Verona!

3. Un tuffo negli anni 70

Riassumendo, se cerchi una maniera alternativa per visitare Verona e scoprirne i segreti, questo tour fa per te! Questa esperienza include:

  • Una guida esperta
  • 2 ore di tour
  • La guida di una Vespa Vintage originale
  • Esperienza limitata a poche persone
  • Massima osservanza delle norme di sicurezza

Verona è una città che va oltre i soliti monumenti e le piazze più famose: i suoi scorci nascosti e le sue colline aspettano in silenzio di essere scoperte. Per prenotare il tuo viaggio in Vespa, o anche solo per saperne di più, clicca qui sotto!

Montemezzi Experience – Tour nelle strade del vino Amarone

valpolicella

Per affrontare le difficoltà dell’anno che ci troviamo davanti e garantirti un soggiorno unico, noi del Montemezzi abbiamo deciso di stabilire tre buoni propositi per il 2021. Il primo e più importante riguarda la sicurezza del soggiorno in hotel, di cui abbiamo parlato in questo articolo. Come secondo proposito, ci siamo impegnati ad offrirti soggiorni flessibili e in offerta: se sei interessato, puoi saperne di più cliccando qui.

Il nostro ultimo proposito – ma non per questo meno importante – riguarda le esperienze: tra le chiusure di monumenti, musei, ristoranti e altre attrazioni turistiche, trovare delle esperienze da vivere in sicurezza può sembrare difficile. Per questo motivo, abbiamo deciso di dedicare una rubrica alle Montemezzi Experience, che puoi vivere in maniera sicura nei pressi di Verona.

L’esperienza di oggi riguarda il tour dell’Amarone di Valpolicella: una rilassante visita sulle splendide colline della Valpolicella, con visita privata di due cantine selezionate per te e per il tuo gruppo. Se vuoi saperne di più, continua a leggere!

1. La storia dell’Amarone

“Questo non è un Amaro, è un Amarone”. È con queste parole che, nel 1936, Adelino Lucchese dà un nome ad uno dei vini più famosi e amati d’Italia: l’Amarone di Valpolicella.

Elegante vino rosso dal sapore vellutato conosciuto in tutto il mondo, l’Amarone trova le sue origini fin dall’antichità come bene di lusso protetto e regolato da un sistema legislativo fin dall’antica Roma. Ma è dopo la caduta dell’Impero Romano che abbiamo una delle leggi più famose inerenti a questo vino amaro: nel 643 d.C., l’Editto di Rotari stabilisce pene molto severe per chi danneggiasse in qualsiasi modo le viti e multe salate per chi ne rubava i grappoli. Nel Medioevo, invece, il vino che oggi chiamiamo Amarone era addirittura considerato denaro corrente, specie per pagare i diritti feudali.

Arriviamo infine ai giorni del 1936, in cui il capocantina Adelino Lucchese scopre una botte di Recioto della Valpolicella dimenticata in cantina. Gli zuccheri tipici del Recioto erano totalmente fermentati in alcool con il passare del tempo, rendendo il vino molto amaro e al contempo elegante e piacevole. E così, per errore, erano nati sia la denominazione che il metodo di produzione di uno dei vini più rinomati al mondo: l’Amarone di Valpolicella.

2. Valpolicella, la “valle dalle molte cantine”

Caratterizzata da un clima mite a metà tra quello mediterraneo e quello alpino, la Valpolicella è il posto ideale per la coltivazione di viti e ulivi. Una delle ipotesi sull’origine del nome Valpolicella deriva addirittura dal latino Vallis-polis-cellae, traducibile letteralmente come “Valle dalle molte cantine”. Ma non sono solo i terrazzamenti (le cosiddette marogne) e le coltivazioni a rendere unica la Valpolicella.

Uno dei panorami della Valpolicella. Foto a cura di Verona Wine Love

Situata tra il Lago di Garda, le Alpi della Lessinia e la Pianura Padana, la Valpolicella prende la bellezza di ciascuno di questi territori e la mescola in uno spettacolo unico. Tra terrazzamenti, boschi, fiumi, musei, castelli, parchi e piccole città sparse nel territorio, questa località ha qualcosa da offrire a chiunque decida di visitarla.

Un paesaggio che fonde natura e opere umane, tipico della Valpolicella

3. Scopri il nostro tour dell’Amarone

L’Amarone e la Valpolicella costituiscono una delle innumerevoli esperienze fantastiche da vivere nei dintorni di Verona in tutta sicurezza. Con questo tour potrai accedere a:

  • Viaggio rilassante a bordo di un mini-van;
  • Un tour di mezza giornata sulle colline della Valpolicella;
  • Visita di due cantine tipiche accompagnato da una guida appassionata;
  • Scoperta dei segreti della vinificazione del rinomato Amarone di Valpolicella;
  • Assaggio dell’Amarone prodotto dalle cantine locali.

Il tour verrà ovviamente organizzato in piccoli gruppi per garantirti la massima sicurezza.

Cosa aspetti? Prenota subito il tuo tour dell’Amarone e lasciati trasportare dalle meraviglie e dai gusti della Valpolicella!

Il nostro secondo proposito: il risparmio

offerta

A quasi un anno dall’inizio della pandemia, forse è difficile ricordare come andavano le cose prima dell’emergenza covid. Ma nei momenti di difficoltà è fondamentale non perdersi d’animo, perché convivere con i cambiamenti non significa per forza rinunciare a ciò che amiamo. E se viaggiare è la tua passione, noi dell’Hotel Montemezzi potremmo avere l’offerta giusta per te!

Infatti, il nostro secondo buon proposito per il 2021 riguarda proprio il risparmio. Siamo convinti che in questo momento difficile sia fondamentale venire incontro a chi non vede l’ora di fare le valigie. Perché anche il turismo è importante per tornare alla normalità.

1. Parti subito con i nuovi Buoni viaggio

Al giorno d’oggi, pianificare le vacanze non è certo una cosa da fare a cuor leggero. Sembrano lontanissimi i tempi in cui si poteva prenotare una notte in hotel tranquillamente, senza dover fare i conti con difficoltà economiche, normative e divieti.

La nostra risposta sono i nuovi Buoni Viaggio Montemezzi, acquistabili subito e da utilizzare senza limiti. Si può acquistare un buono per una notte o più, fino a un massimo di tre notti consecutive. Il tutto senza dover definire immediatamente una data, e per di più con uno sconto incredibile!

Puoi prenotare subito al link qui sotto, oppure continua a leggere per scoprire le altre caratteristiche di questi voucher esclusivi.

2. Flessibilità, per viaggiare senza pensieri

Quando si prenota un soggiorno tramite uno di questi buoni, la parola d’ordine è elasticità. Il periodo di incertezza in cui viviamo non deve scoraggiare un vero viaggiatore: se si acquista un buono adesso, resta valido per i prossimi 12 mesi, senza nessuna conseguenza.

E anche una volta definita la data di pernottamento non c’è alcun motivo di preoccuparsi. Infatti, in caso di impossibilità, dpcm a sorpresa, o un qualsiasi imprevisto, si può cambiare data da una fino a ben tre volte!

3. Un’ottima idea regalo

Fra voli cancellati e quarantene agli arrivi, viaggiare all’estero non è certo facile in questo periodo. Ma quella che potrebbe sembrare sfortuna può diventare una grande occasione. In Italia sono tante le bellezze e i tesori sconosciuti agli stessi italiani: viaggiare alla scoperta della nostra penisola potrebbe rivelare tante sorprese, e contribuire alla ripresa economica.

Anche a Verona, accanto a monumenti e luoghi ben più che conosciuti, sono tante le meraviglie che aspettano solo di essere scoperte. Ecco allora che i Buoni Viaggio del Montemezzi diventano un’ottima idea regalo: basta acquistare ora un voucher da regalare poi a parenti o amici, per un’esperienza unica in una città che ha tantissimo da offrire dentro alle sue mura, e pure nei suoi dintorni.

4. In poche parole, cosa aspetti? Prenota ora!

Ricapitolando, grazie a questo buono-vacanze puoi prenotare senza pensieri un soggiorno in offerta e flessibile, in base alle tue necessità:

  • Scegli il buono da 1 a 3 notti consecutive
  • ​Ottieni uno sconto esclusivo
  • Valido 12 mesi dalla data di acquisto
  • Cambi data anche 3 volte
  • ​Puoi regalarlo anche a parenti e amici

Il nostro primo proposito: la sicurezza

sicurezza

Viaggiare, al momento, è una delle attività più critiche per quanto riguarda la prevenzione del contagio. Questo non significa che dobbiamo barricarci in casa, bensì che bisogna valutare attentamente i motivi del viaggio e scegliere i mezzi più sicuri per spostarci in sicurezza.

Per assicurarti un soggiorno senza pensieri, noi del Montemezzi ci siamo attrezzati fin da subito per rispettare le norme sanitarie, introducendo inoltre tecnologie e strategie per la sicurezza dell’ospite. Ogni albergo è formato da ospiti e personale, e la salute di entrambi è fondamentale per il corretto funzionamento della struttura. Ecco le nuove misure igieniche introdotte nel nostro hotel, dal tuo arrivo in struttura fino a fine soggiorno:

1. Un arrivo più sicuro col self check-in

Quando arrivi in hotel, il primo momento di contatto con il personale dell’hotel è il check-in. Un momento critico per alcune persone che, nonostante il lavaggio delle mani e l’utilizzo della mascherina, preferirebbero evitare il contatto diretto. Niente paura: abbiamo pensato anche a questo!

Al momento della prenotazione, infatti, puoi decidere di effettuare il check-in online per evitare scambi di denaro e documenti che possono mettere a rischio la tua salute. Inoltre, posso assicurarti che è una procedura facile e comoda. Un po’ come comprare un biglietto su internet invece di andare da un rivenditore.

Vuoi provare un’alternativa innovativa alle carte di credito? Il Montemezzi accetta i bitcoin, una tecnologia più sicura – e con meno spese di transazione 💰

2. Il soggiorno, il ristorante e il nostro chatbot 🤖

Una volta posate le valigie, la prima domanda sorge spontanea: com’è stata igienizzata la stanza? Qui al Montemezzi ci piace fare le cose per bene. Per questo motivo, ogni camera viene sanificata interamente tra una permanenza e l’altra, con le tecnologie consigliate dagli esperti. E se ti viene in mente qualche domanda, puoi provare il nostro chatbot! Ti basta entrare sul nostro sito per trovarlo, ed evitare così di dover scendere fino in reception. Facile, no? 😉

Ora, disfatte le valigie, guardi l’orologio e scopri che è ora di pranzo. Ma come sarà il ristorante dell’hotel? Essendo un locale con diverse persone al suo interno, abbiamo curato con attenzione il momento del pasto:

  • Scannerizzando un codice QR sul tavolo puoi accedere al menù online, dove puoi ordinare le portate che vuoi senza alcuna attesa né contatto.
  • Nel caso in cui non avessi un telefono sotto mano, puoi sempre domandare a un cameriere come una volta. Ogni cameriere, ovviamente, rispetta le norme igieniche come il resto del nostro team.
  • Per quanto la colazione-buffet sia una tradizione del Montemezzi, abbiamo preferito sostituirla con un più igienico servizio al tavolo.
  • Infine, dopo ogni pasto il tavolo e le sedie vengono igienizzati completamente, per assicurarti un’esperienza senza preoccupazioni.

3. Il check-out

Come durante il check-in, anche il check-out è stato riformulato cercando di evitare ogni contatto fisico non necessario. Una volta lasciata la struttura, la tua camera verrà sanificata per prepararla all’arrivo del prossimo ospite.

E, se vuoi tornare da noi, puoi farlo con il nostro voucher esclusivo! Grazie a questo buono-vacanze, puoi prenotare senza pensieri un soggiorno in offerta e flessibile in base alle tue necessità:

  • Scegli il buono da 1 a 3 notti consecutive
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I nostri tre buoni propositi per l’anno nuovo 🎆

sicurezza

Il nuovo anno è arrivato! E con lui arrivano anche gli inevitabili buoni propositi che tutti noi facciamo il giorno di Capodanno, sperando di riuscire a seguirli per migliorarci 😉

Dopo il 2020, un anno caratterizzato da imprevisti e sfide, abbiamo deciso di impegnarci anche noi per seguire alcuni buoni propositi all’interno dell’hotel Montemezzi. L’obiettivo è sempre lo stesso: migliorare il soggiorno dei nostri ospiti per concedere una permanenza rilassante e priva di pensieri. Per questo motivo, abbiamo deciso di riassumere i nostri impegni per l’anno nuovo secondo tre parole chiave: sicurezza, risparmio ed esperienza. Esploriamole insieme 📄

1. Sicurezza

La prima parola chiave in questo periodo non può che riguardare la sicurezza. Viviamo in un momento storico incerto, in cui l’ultima cosa che vogliamo è ammalarci. Al contempo, chi non vorrebbe poter tornare alla normalità, senza tutte precauzioni necessarie per mantenerci in salute?

Il nostro primo buon proposito, che stiamo già mettendo in atto da diversi mesi, è quindi quello di accorciare le distanze in maniera sicura. Naturalmente, tutto questo non può avvenire se non tramite un impegno reciproco sia da parte della nostra struttura che della clientela. Per facilitare questo compito, noi del Montemezzi abbiamo individuato diverse strategie e tecnologie in grado di abbassare il rischio del soggiorno in hotel senza influire negativamente sull’esperienza:

  • Self check-in: uno dei momenti più noiosi e rischiosi è sicuramente quello del check-in. Uno scambio di documenti e di fogli che necessita un contatto tra l’ospite e il receptionist, mettendo a rischio la sicurezza di entrambi. Il nostro hotel ha quindi introdotto il self check-in, ovvero un check-in effettuabile online in maniera del tutto sicura. Niente più attese in hall né scambi di documenti!
  • Chatbot: nonostante il nostro impegno per una comunicazione efficiente, ci può sempre essere una domanda che sfugge ai nostri radar 📡. Accedendo al sito di Montemezzi, puoi porre le tue domande al nostro chatbot, che risponderà istantaneamente! Nel caso in cui la risposta non dovesse essere sufficiente, puoi sempre contattarci telefonicamente o tramite e-mail 📧
  • Menu online: ti abbiamo già detto che il nostro ristorante è aperto anche a cena? Uno dei vantaggi di dormire in hotel 😉. Puoi accedere al menu della giornata inquadrando un codice QR col tuo telefono, o accedendo al nostro sito. Ovviamente c’è anche l’opzione di domandarlo ai camerieri, nel caso in cui non dovessi avere con te il cellulare 📵
  • Pagamenti in bitcoin: per diminuire l’utilizzo di contanti, abbiamo introdotto la possibilità di pagare tramite bitcoin. Un’alternativa innovativa alle carte di credito 💳
  • Distanziamento: all’interno dell’hotel è necessario il distanziamento sociale, secondo le norme vigenti.
  • Servizio al tavolo: sempre secondo le norme, il tradizionale buffet è stato sostituito da un più sicuro servizio al tavolo, che non ti farà mancare nulla rispetto ad un self-service 😄
  • Igienizzazione costante degli ambienti: mantenere disinfettato l’ambiente è uno degli obiettivi che abbiamo più a cuore. Ogni spazio dell’albergo è pulito quotidianamente, mentre alcuni – come il ristorante – sono igienizzati più volte al giorno.

2. Risparmio

Viaggiare fa parte della natura umana. Questo momento storico, però, ci ha messi di fronte a numerose problematiche: tra divieti di viaggio e difficoltà economiche, molte persone hanno deciso di rinunciare alle proprie vacanze. Una scelta coscienziosa che supportiamo pienamente, nonostante le conseguenze sugli alberghi come il nostro.

Il nostro secondo obiettivo per il 2021 è quello di estendere la nostra offerta anche a chi preferisce risparmiare sulle proprie vacanze. Puoi quindi prenotare senza pensieri un soggiorno in offerta e flessibile in base alle tue necessità:

  • Scegli il buono da 1 a 3 notti consecutive
  • ​Ottieni uno sconto esclusivo
  • Valido 12 mesi dalla data di acquisto
  • Cambi data anche 3 volte
  • ​Puoi regalarlo anche a parenti e amici

3. Esperienza

L’ultimo proposito principale per il 2021 riguarda l’esperienza in hotel dei nostri ospiti. Per assicurarti un viaggio sicuro, autentico e innovativo, noi del Montemezzi abbiamo deciso di dedicare una rubrica alle meraviglie nascoste che puoi comodamente raggiungere dall’hotel. Dalle rive del fiume Piave alle montagne della Lessinia, il nostro territorio è pieno di luoghi dimenticati che nascondono degli spettacoli unici.

La nostra prima rubrica ha esplorato gli itinerari della Grande Guerra: se sei interessato, puoi cliccare qui per dare un’occhiata 👀

In alternativa, clicca sul pulsante qui sotto per prenotare subito i tour che abbiamo individuato per te!

La Stella di Verona

In questo surreale 2020 sono cambiate molte cose, e altrettante sono le cose che magari davamo per scontate e che sono state messe in discussione. Ma nonostante tutto, camminando per il centro veronese ci si trova ancora davanti un simbolo che da anni rappresenta il Natale nella nostra città: la Stella di Verona.

Questa gigantesca struttura bianca, che da oltre trentacinque anni “salta” fuori dall’anfiteatro romano per atterrare in Piazza Bra, quest’anno non si trova certo in mezzo alle luci e ai profumi dei tipici banchetti di Natale, ma come ogni anno sta lì, fiera e silenziosa, magari suscitando ancora lo stupore di qualche bambino o prestandosi come sfondo per una foto ricordo.

La Stella e la Rassegna Internazionale dei Presepi dal Mondo

Una tipica Szopka polacca

Quest’opera venne realizzata nel 1984 in occasione della prima Rassegna Internazionale dei Presepi dal Mondo, proprio come simbolo di questa iniziativa. Infatti, l’architetto Rinaldo Olivieri progettò e costruì la stella proprio su idea di Alfredo Troisi, organizzatore stesso della Rassegna, donando maggiore visibilità all’evento ed un monumento di fama internazionale alla città. La Rassegna Internazionale dei Presepi dal Mondo è tutt’ora visitabile in Gran Guardia, fino al 19 gennaio 2021, e offre una grande varietà di sfaccettature dell’arte presepiale. Dai famosi presepi napoletani, alle caratteristiche Szopki polacche, questa esposizione raccoglie oltre 400 rappresentazioni della Natività da tutta Italia e da tutto il mondo: un’occasione davvero unica per vedere come ogni cultura reinterpreti il messaggio e l’iconografia del Natale, senza contare l’immenso valore artistico di queste opere.

Inoltre, questa iniziativa assume un ulteriore valore simbolico in quanto, grazie al gemellaggio fra Verona e Betlemme, la città di Verona ha contribuito alla realizzazione in Terra Santa del Museo Internazionale della Natività, voluto dall’UNESCO. Nondimeno, la Rassegna contribuisce ogni anno alla ricerca contro il cancro tramite l’AIRC, e si è più volte prodigata per sostenere popolazioni in difficoltà, come nel sud est asiatico dopo il maremoto del 2004. Insomma, al di là del loro valore artistico culturale, la Stella e la Rassegna ci fanno sicuramente riflettere sul vero significato del Natale.

Curiosità “stellari”

Guardando la Stella da un punto di vista tecnico, i suoi numeri sono sbalorditivi: circa 80 tonnellate di acciaio compongono una struttura lunga 82 metri ed altra 70, mentre una singola punta della stella può arrivare ad essere lunga anche 22 metri. Grazie alle sue dimensioni, la Stella di Verona è entrata nel Guinness dei primati come archiscultura più grande al mondo, e forse anche per questo sono state molte le richieste di “prestito” per esposizioni in giro per il mondo: da New York, a Francoforte, e persino Tokyo. Nonostante ci siano innumerevoli imitazioni di questo monumento al mondo, le copie ufficiali sono solo 3: una donata al presidente USA Ronald Reagan, una a Papa Giovanni Paolo II e una a Michail Gorbaciov.

Una volta ci fu addirittura una richiesta dal Texas, per l’Expo mondiale delle luci e delle stelle a Dallas, ma fu proprio il popolo veronese ad esprimere un secco rifiuto tramite un sondaggio del quotidiano veronese “L’Arena”. Questo fatto evidenzia come, nonostante qualche polemica alla sua costruzione, ogni veronese si sia ormai affezionato a questo simbolo, immancabile durante le feste!

Buone feste da parte di tutto il team Montemezzi! 🎄

Itinerari della Grande Guerra: la Lessinia

Le alture della Lessinia sono ricche di segni e testimonianze della Prima guerra mondiale: dalle vecchie trincee alle strade militari e punti di vedetta, c’è molto da scoprire tra i prati e le vette di questo parco naturale. Costellati di malghe e rifugi dove è possibile gustare prodotti tipici, i paesaggi lessini offrono una concreta opportunità per respirare un po’ di aria montana, soltanto a qualche decina di chilometri dal centro di Verona.

I sentieri dei soldati

Allo scoppio del conflitto nel 1915, questo territorio si trovò improvvisamente ad essere zona di confine: aspri scontri fra le truppe italiane e quelle austriache insanguinarono i prati lessini, fino all’avanzata italiana in trentino arrestatasi in val Lagarina. Fu così che la Lessinia divenne terreno di seconda linea, ma ciò non sminuì la sua importanza strategica: i numerosi complessi di trincee, forti e strade ebbero un ruolo di spicco nel supporto delle operazioni al fronte per tutta la durata del conflitto.

Il Ridotto difensivo di Malga Pidocchio

Uno dei complessi bellici meglio conservati è il Ridotto difensivo di Malga Pidocchio: più di 400 metri di trincee che costituiscono un ecomuseo a cielo aperto, inaugurato nel 2014 grazie al lavoro di volontari e dell’Associazione Nazionale Alpini. Dal paese di Erbezzo si raggiunge Malga Lessinia, una ex-caserma italiana dove si possono assaggiare formaggi locali e i celebri gnocchi di malga, e si lascia qui l’auto. Proseguendo a piedi sulla strada sterrata, circa a metà strada fra Malga Lessinia ed il Rifugio Castelberto (a circa quaranta minuti di cammino) si raggiungono le trincee di Malga Pidocchio: qui, in un’atmosfera quasi surreale si possono percorrere gli stessi corridoi che i soldati usavano per nascondersi, o le grotte umide dov’erano costretti a riposarsi. Seguendo poi la strada sterrata si arriva al Rifugio Castelberto, all’epoca del conflitto caserma austriaca, ma oggi punto di ristoro che offre un’ampia vista sulle montagne circostanti e anche la possibilità di pernottamento.

Il Rifugio Castelberto

Altro luogo dove sono visibili resti della Grande Guerra è il rilievo dell’Aguz, raggiungibile lasciando l’auto allo storico Rifugio Podestaria e proseguendo verso nord, fino a Malga Scortigara di Cima. Superata quest’ultima, si scende fino ad un bivio al limitare del bosco: da qui se si tiene la destra si arriva all’Aguz, dove sono ancora visibili numerose trincee, posizioni di vedetta a cielo aperto ed in grotta, e -con un po’ di fortuna- qualche camoscio. Da qui si può percorrere la strada a ritroso fino al punto di partenza, oppure per gli escursionisti più allenati una volta tornati al bivio si prosegue a sinistra fino a Malga Foppiano (dove si gode di una vista mozzafiato sulle alpi centrali), per poi risalire fino al Rifugio Castelberto e tornare al punto di partenza passando per le malghe di Lago Boaro, Costeggioli e Cornicello.

Lasciando invece l’auto a San Giorgio (raggiungibile da Bosco Chiesanuova), e seguendo il sentiero CAI 287/13A si arriva a Cima Trappola (1865 m s.l.m.), punto più alto della Lessinia. Anche qui lungo il sentiero sono visibili molti resti di trincee e postazioni di tiro, e una volta giunti in vetta ci si trova davanti anche un vecchio cippo di confine, che segnalava l’inizio del territorio austro-ungarico.

I forti lessini

Il sistema dei forti lessini aveva lo scopo di creare un arco difensivo a nord di Verona, ma con l’avanzata italiana nel territorio austriaco in Val Lagarina nessuna delle cinque strutture venne mai armata, e questi forti finirono così a fare da depositi di munizioni e derrate alimentari per le prime linee. In ogni caso, data la sua importanza strategica, la Lessinia fu oggetto di continue fortificazioni e oggi molte di queste strutture sono state recuperate ed aperte al pubblico.

Forte Santa Viola

In particolare, il Forte Santa Viola (situato a nord della località di Azzago) ed il Forte Monte Tesoro (situato a Corrubio, vicino a Sant’Anna d’Alfaedo) sono due esempi perfettamente conservati di queste architetture militari.

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Itinerari della Grande Guerra: sulle rive del Piave

Simbolo per eccellenza della resistenza italiana, il fiume Piave attraversa silenzioso la pianura veneta dalle pendici dei monti alla laguna, raccontando la guerra dal suo ruolo di muto testimone di battaglie decisive, ritirate disastrose e sacrifici che hanno segnato la storia del nostro paese.

Come recitano i versi della celebre Canzone del Piave, questo corso d’acqua ha visto l’esercito italiano in ogni momento della guerra: prima attraversato dai fanti diretti al fronte nel 1915, divenuto ultima linea difensiva nel 1917 dopo la disfatta di Caporetto, e infine trampolino per la ribalta italiana e la vittoria finale nella battaglia di Vittorio Veneto nell’ottobre 1918

Il Montello: la collina delle battaglie

Tra le posizioni strategiche più importanti del Medio Piave, l’altura del Montello è stata certamente una delle più contese: situata a metà strada tra la laguna e le prime vette delle dolomiti bellunesi, nei comuni di questa zona sono innumerevoli le testimonianze della resistenza e poi della controffensiva italiana: da sacrari, a resti di trincee e ponti sul fiume, c’è molto da scoprire fra i boschi della collina e le rive del Piave.

In particolare, uno dei luoghi da vedere assolutamente è l’Isola dei morti, una piccola striscia di terra situata tra il versante nord del Montello e il paese di Moriago della Battaglia. Qui nei giorni successivi alla vittoria italiana vennero rinvenuti i corpi dei soldati italiani trasportati dalla corrente, molti dei quali i giovanissimi ragazzi del ’99, appena maggiorenni. Due sono i monumenti commemorativi sull’isola: una piramide di pietra eretta negli anni ’20, dove una lapide recita la poesia La preghiera di Sernaglia di D’Annunzio, e la più recente scultura “Vita per la pace”, posta nel 1991 per volontà dell’Associazione Artiglieri di Moriago della Battaglia. Oggi l’Isola dei morti ospita uno splendido giardino, completo di cartellonistica per chi volesse approfondire la storia di questo luogo di memoria durante una passeggiata immersa nel verde.

Monumento ai caduti sull’Isola dei morti

Spostandoci a sud, si incontra l’abitato di Nervesa della Battaglia dove è sicuramente degno di menzione il Sacrario militare: una torre alta 25 metri che con la sua imponente struttura raccoglie migliaia di caduti, offrendo all’ultimo piano una vista spettacolare sul corso del Piave. A pochi passi dal Sacrario si raggiunge il Sacello Francesco Baracca, dedicato al famoso aviatore caduto nel 1918 proprio sulle pendici del Montello: circondato da alti cipressi, il monumento rende omaggio a questo grande personaggio con fregi e decorazioni, in particolare vi è rappresentato il cavallino rampante, simbolo del caduto e poi anche di una nota casa automobilistica.

Sempre nel centro di Nervesa, è possibile vedere anche un monumento unico nel suo genere: a lato strada in Via Lungo Piave è infatti posta una barca da ponte crivellata dalle granate, recuperata dagli stessi abitanti del paese dopo le battaglie sul Piave. Questa struttura era composta da tre elementi galleggianti che andavano a formare una passerella sul fiume, indispensabile per il trasporto di merci e persone.

I musei di Fontigo e Vittorio Veneto

Per chi volesse vedere da vicino armi, equipaggiamento e documenti sulle battaglie del Piave, una sosta obbligata è il Museo della Grande Guerra di Fontigo (frazione di Sernaglia della Battaglia). Qui sono infatti raccolti gli innumerevoli reperti bellici e non rinvenuti sulle rive del Piave, e inoltre i volontari del CEA (Centro di Educazione Ambientale “Medio Piave”) hanno creato una ricostruzione visitabile di una vera trincea.

Il Museo della Battaglia di Vittorio Veneto

Andando più a nord, ai piedi delle Dolomiti bellunesi, un altro museo che offre un’esperienza a tutto tondo è il Museo della Battaglia di Vittorio Veneto. Quest’istituzione nacque proprio dalla volontà di un ragazzo del ’99 di Vittorio Veneto, Luigi Marson, che nel 1938 donò i suoi cimeli di guerra per una prima esposizione. Tre piani di esposizione trasportano il visitatore all’epoca delle battaglie del Piave, con la ricostruzione di una trincea, filmati, e persino effetti sonori ed olfattivi.

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Itinerari della Grande Guerra: i monti dell’Altopiano di Asiago

Situato nel cuore delle Prealpi vicentine, l’Altopiano dei Sette Comuni (conosciuto anche come Altopiano di Asiago) fu prima linea del fronte italo-austriaco per tutta la durata del conflitto, testimoniando assalti, contrattacchi e i lunghi mesi in trincea che resero tristemente famosa la Grande Guerra. Protagonista delle pagine di “Un anno sull’Altopiano” di Emilio Lussu, muto spettatore negli scritti di Hemingway e Kafka, questo territorio è denso di storie e memorie, da scoprire e da riflettere nella meravigliosa cornice naturalistica delle montagne che lo circondano.

Il ricordo delle macerie di Asiago

«Era un paese di montagna, dico era perché nel 1916 la guerra lo ha prima incendiato e poi distrutto e raso al suolo; e anche se tra il 1919 e il 1922 è stato ricostruito, ora non è più quello.»

Mario Rigoni Stern

I colpi dei cannoni austriaci rasero al suolo il paese di Asiago e le località circostanti, evacuate nel 1916 alla vigilia del massiccio attacco asburgico conosciuto come “Strafexpedition” ovvero “Spedizione Punitiva” nei confronti dell’esercito italiano, entrato in guerra nel 1915 al fianco dell’Intesa, violando così l’alleanza con Austria e Prussia. La devastazione dei comuni dell’altopiano è ormai un ricordo, ma ciò che resta è la volontà di ricordare: sono molti infatti i musei, i sacrari e i resti delle fortificazioni che ancora oggi permettono di toccare con mano la storia di queste valli.

Ad un passo dal centro di Asiago, percorrendo il suggestivo Viale degli Eroi, si raggiunge il Sacrario militare di Asiago-Leiten e l’omonimo museo. Questo monumento raccoglie le salme di più di 50.000 soldati (di cui circa 21.000 non identificati) caduti nelle battaglie dell’altopiano, a cui la città volle rendere omaggio con l’inaugurazione del sacrario nel 1938. L’annesso Museo del sacrario contiene innumerevoli cimeli degli anni del conflitto, fra cui anche una lettera anonima di un giovane soldato rinvenuta solo negli anni ’50.

Il Sacrario militare di Asiago

Da vedere assolutamente sono anche il Museo della Grande Guerra 1915-1918 di Canove (comune di Roana) e il Museo della Grande Guerra di Sasso (frazione di Asiago): entrambi raccolgono oggetti che raccontano la guerra sotto ogni aspetto, dai pezzi di artiglieria agli utensili della vita quotidiana in trincea, il tutto contornato da una grande collezione di fotografie storiche. Un ultimo luogo che merita sicuramente una visita è il Museo Storico Militare ”Forte di Punta Corbin”, che oltre ai reperti esposti permette anche di attraversare i corridoi e le stanze di un forte perfettamente conservato nonostante i pesanti bombardamenti subiti.

Sui sentieri dei soldati

Lasciamo l’ambiente cittadino per esplorare le montagne che circondano l’altopiano, fra sentieri immersi nella natura e carichi di storia, e facendo qualche sosta per ammirare panorami mozzafiato o assaggiare specialità tipiche nelle malghe.

Da Treschè Conca a Forte Corbin – Questo itinerario è un percorso ad anello che permette di raggiungere il Forte Corbin partendo dalla frazione di Treschè Conca e seguendo il sentiero CAI 804. L’attacco del sentiero è dietro al parcheggio della chiesa, e in 2 ore (con andatura tranquilla) di camminata su strada asfaltata e sterrata si raggiunge il forte più grande dell’altopiano, che grazie alla sua posizione offre una vista spettacolare su tutta la zona.

Bocchetta Portule – Percorso un po’ più impegnativo del precedente, permette però di addentrarsi dentro quella che fu una postazione di tiro e un arsenale creata dall’esercito italiano e poi persa nelle offensive austriache. Da Asiago si seguono le indicazioni per Larici/Portule e si parcheggia dopo circa 12 km all’imbocco del sentiero CAI 826 per Bocchetta Portule/Cima Portule. Il percorso è di circa 4 ore, complessivo di andata e ritorno, ma la fatica fisica viene sicuramente ripagata dall’avventurosa esplorazione della Bocchetta, punto di fondamentale importanza per gli attacchi ma anche come deposito e riserva d’acqua.

Le postazioni di tiro di Bocchetta Portule

Monte Zebio – A nord di Asiago si trova il rilievo di Monte Zebio, dove passeggiando nel bosco di abeti e nei pascoli ad alta quota si notano molti segni della Grande Guerra: trincee, gallerie, monumenti commemorativi hanno dato vita ad un vero e proprio museo all’aperto. Inoltre per i buongustai è d’obbligo fare una sosta a Malga Zebio, dove si potranno assaggiare salumi e formaggi tipici della zona, tra i quali ovviamente il famoso Formaggio Asiago Dop.

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Itinerari della Grande Guerra: tra Vicenza e il Monte Grappa

Monte Grappa

A soli due anni dalle celebrazioni per i cento anni dalla fine della Prima guerra mondiale, non è mai troppo tardi per riscoprire i sentieri e i luoghi testimoni di questa pagina di storia italiana. In particolare, la zona tra Vicenza e il Monte Grappa offre un’ampia gamma di itinerari e luoghi d’interesse: da sentieri immersi nella natura a monumenti e musei cittadini, le opportunità sono molte!

Vicenza capitale delle retrovie

Vicenza non è mai stata teatro di scontri durante la Grande Guerra, ma vista la breve distanza dall’altopiano di Asiago, dal Monte Grappa e dal fronte sul Piave, la sua posizione divenne di fondamentale importanza, specialmente dopo la disfatta di Caporetto nel 1917. Già sede del Comando d’Armata dal 1915, la città vide il passaggio di più di 3 milioni e mezzo di soldati sia in ritirata che all’attacco, fino alla vittoria italiana il 24 ottobre 1918 a Vittorio Veneto.

Questo ruolo di centro di comando per le truppe italiane ha sicuramente determinato un forte senso patriottico nella popolazione vicentina: un esempio di tale sentimento è il piazzale davanti alla Basilica di Monte Berico. Voluto da un comitato di cittadini per rendere onore ai caduti, questo piazzale venne inaugurato nel 1924 e permette di godere di una splendida vista sulla città e sui monti poco distanti.

Da vedere è anche il Museo del Risorgimento e della Resistenza: ospitato da Villa Guiccioli a qualche chilometro dal centro, qui si possono vedere con i propri occhi cimeli e documenti da metà Ottocento fino alla Grande Guerra, a cui è dedicata un’intera sala.

Bassano del Grappa: ad un passo dai monti

Spostandoci a nord, verso le trincee sul Monte Grappa, è d’obbligo fare una sosta a Bassano: questa cittadina ad un passo dalle montagne offre splendidi scorci per gli amanti della fotografia, degustazioni di grappe o liquori tipici in distillerie storiche, ma anche l’occasione di scoprire le testimonianze della Prima guerra mondiale, in un luogo così vicino a quelle che furono le prime linee.

A questo proposito, vicino al famoso Ponte degli Alpini si trova l’omonimo museo: per trovarlo bisogna entrare nella taverna in testata al ponte e poi scendere dei gradini sulla sinistra. Questo piccolo museo raccoglie oggetti e racconti sulla storia del ponte e sugli innumerevoli scontri combattuti sui monti circostanti; l’ingresso, una volta gratuito, oggi costa un euro.

Un altro luogo d’interesse è sicuramente il Museo Hemingway e della Grande Guerra, situato nella villa veneta di Ca’ Erizzo, sulla riva del Brenta. Avete letto bene, si parla proprio del premio Nobel per la letteratura Ernest Hemingway, che soggiornò in questa villa nel 1918 assieme ad altri scrittori come volontario della Croce Rossa Americana, in quando la villa divenne in quegli anni residenza della Sezione Uno delle Ambulanze. Il museo espone le vicende della Grande Guerra ponendo l’accento sull’intervento americano in Italia durante il conflitto, aspetto spesso tralasciato. Aperto dal martedì alla domenica, questa istituzione offre anche eventi, conferenze e dibattiti aperti al pubblico, con l’intento di divulgare le vicende storiche trattate nell’esposizione.

I sentieri dei soldati

Giunti finalmente alle pendici del Monte Grappa, di seguito ci proponiamo alcuni itinerari per gli amanti del trekking ma anche per chi ha solo voglia di fare due passi nella natura in questi luoghi di grande valore storico.

Le trincee del Col Campeggia – Col Campeggia era sede del Comando Tattico del IX Corpo d’Armata, e nonostante la sua altitudine di 1100 metri s.l.m. era uno snodo tattico di grande importanza. Questo percorso di difficoltà medio-facile dura circa due ore, per un dislivello complessivo di circa 200 metri, e permette di toccare con mano trincee e gallerie che offrirono riparo ai fanti in prima linea.

Trincee del Monte Palon – Si può raggiungere il Monte Palon in macchina o a piedi, partendo da Possagno con un percorso abbastanza lungo ed impegnativo, seguendo il sentiero 195 Castel Cesil. In ogni caso, una volta giunti in cima a questa altura parte il Percorso della Memoria, voluto dagli alpini di Possagno per rendere onore ai caduti. Di fatto si percorrono circa 1000 metri di trincee, 300 metri di gallerie ed è possibile anche appostarsi nelle posizioni di vedetta, dalle quali si gode di una vista magnifica.

Bosco degli Eroi – Partendo dal rifugio Bocchette a 1300 metri s.l.m., questo itinerario è sicuramente più lungo dei precedenti: si tratta di un giro ad anello di circa 9 km ma con un dislivello di 400 m, che porta il tempo di percorrenza fino a 5 ore. Lo sforzo fisico è bilanciato dalla completezza di questo percorso in quanto combina il valore storico dei sentieri di guerra, la bellezza del panorama e anche l’arte: lungo il cammino infatti è possibile ammirare sculture e leggere poesie, avvolti nel silenzio della natura.

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